AI sta diventando l’avvocato dei poveri?

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Provate a chiedere a chatGPT o Gemini se l’intelligenza artificiale può sostituire un avvocato. Vi diranno di no. Risponderanno che rivolgersi a un legale resta essenziale per gestire gran parte delle questioni legali, soprattutto di quelle importanti.

Quello che non vi dicono però è che un numero crescente di persone in tutto il mondo trascura questi avvertimenti e si affida comunque ai tool AI per affrontare le proprie questioni legali. Non parliamo naturalmente delle grandi imprese o dei ricchi, che hanno probabilmente già un avvocato in famiglia. Parliamo invece di chi un avvocato vero non se lo può permettere, ma chi ha comunque un computer davanti. In altre parole: AI sta diventando l’avvocato dei poveri.

L’avvocato dei poveri

Il costo di una consulenza legale in Italia varia da circa €50 a €250 per una consulenza orale (30-60 minuti) e da €200 a €500 o più per un parere scritto, a seconda della complessità del caso e dell’avvocato.

E questo è quasi sempre solo l’inizio di qualcosa che può arrivare facilmente a costare svariate migliaia di euro. ChatGPT invece è gratis. Non solo: ha una pazienza enorme e sa spiegare in parole semplici anche i concetti più difficili. È vero: può sbagliare, e senza dubbio non ha la capacità di interpretare nel dettaglio ogni situazione specifica. Ma chi ha provato a usarla in questo modo si è reso conto che ha comunque una sorprendente capacità di incrociare informazioni per dare indicazioni molto specifiche e competenti su questioni anche complesse.

Facile capire perché, quindi, sempre più persone si rivolgano all’avvocato dei poveri, almeno per farsi un’idea delle questioni legali che si trovano ad affrontare. E ciò rappresenta al tempo stesso una straordinaria opportunità di democratizzazione del sapere e una nuova, pericolosa arma a disposizione di chi ha potere e denaro.

Quando il gioco si fa duro, un avvocato in carne ed ossa a quasi sempre un poker in mano

È vero che l’avvocato dei poveri può davvero aiutare chi non dispone di grandi risorse finanziarie, aiutandolo per esempio a capire se l’avvocato della controparte sta cercando di fregarlo sfruttando la sua scarsa o nulla conoscenza delle questioni legali. Ma è altrettanto vero che è un avvocato in carne e ossa, soprattutto se in gamba, riuscirà quasi sempre a trovare sistemi e scappatoie capaci di burlarsi non solo della controparte poco abbiente, ma anche dell’intelligenza artificiale che la sta aiutando.

Inoltre, a differenza dell’intelligenza artificiale, un avvocato in carne e ossa ha i contatti giusti e la responsabilità legali dei consigli che dà. Conoscere il giudice e gli altri avvocati, sapere in che bar vanno a bere il caffè o in quale club giocavo golf, è un elemento fondamentale dell’attività legale che fa spesso la differenza tra vincere e perdere. E se il tuo avvocato umano ti da un parere sbagliato, soprattutto se per iscritto, puoi fargli causa. Cose che ChatGPT o Gemini non potranno mai fare.

L’avvocato dei poveri continuerà a esistere e, probabilmente, a perdere

L’intelligenza artificiale continuerà a essere usata per gestire questioni legali. Dall’uomo della strada, ma anche dagli stessi avvocati professionisti. Ma gli studi legali continueranno ad avere, salvo eccezioni, la mano vincente perché, contrariamente agli strumenti di intelligenza artificiale, vivono nella società e ne sanno sfruttare le sfumature.

Leggeremo, di quando in quando, articoli come questo che spiega come una donna americana sia riuscita a vincere una causa proprio usando l’AI. Più raramente leggeremo dei tanti casi di persone comuni che per mancanza di mezzi hanno scelto di affidarsi all’avvocato dei poveri per combattere contro parti più potenti e le loro schiere di avvocati, finendo per perdere tutto.

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